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Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra

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Avvertenza

Esimi ricercatori,

Quella che mi accingo a esporvi, in qualità di Vostro Umile Narratore, e approfittando dell'ospitalità concessami nel nonBlog dall'esimio degli esimi Giovanni Scrofani, rientra a pieno diritto nel novero di quelle incredibili storie che ogni giorno contribuiscono a rendere il nostro Paese unico, speciale e celebre nel mondo.

Sì, sto parlando proprio di quelle storie che si imprimono a caratteri cubitali nella Storia con la esse maiuscola: sto parlando delle Grandi Storie Italiane.

Si tratterà, nella fattispecie, di una storia bizzarra. Una storia – dirò di più – che forse ha dell'incredibile e che, anzi, per molti versi sfocia nel regno dell'onirico. E' bene tenere a mente una tale avvertenza, prima di accostarsi alla lettura di questo nonPost, il quale rischierebbe altrimenti di trascinarvi, stimati ricercatori, nell'abisso dell'assurdo più profondo.

Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra

ONtro

Come voi tutti ben saprete, quello da poco trascorso è stato, fra le altre cose, l'anno del Grande Censimento.

L'Istat ha chiamato i cittadini tutti a raccolta, per fare il punto sullo stato dello Stato, stigmatizzandone la forma attuale nello spaziotempo.

Per tracciare come si conviene le coordinate dei fatti, e tentare di rendere in parole la portata dell'evento, basti pensare che si trattava del primo censimento, dei tanti svolti dai tempi degli antichi romani, che il nostro Paese aveva l'occasione di compilare, opzionalmente, online.

"Online".

Ecco una parola apparentemente innocua, cui tutti siamo avvezzi, ma che ha il potere di aprire una sottile crepa nel nostro piccolo universo di certezze: un foro di senso da cui sembra già intravedersi uno scorcio di GSI, che ammiccante fa capolino all'orizzonte della nostra narrazione. Ma lasciamo che sia il testo vergato dall'Istat a parlare per noi:

Per compilare il questionario online hai bisogno del codice utente e della password: il codice utente è il codice fiscale del membro della famiglia cui è intestato il questionario inviato a casa, mentre la password si trova sulla prima pagina dello stesso, in basso a destra.

ISTAT

Avete capito bene, esimi ricercatori: per compilare il questionario online era necessario essere anzitutto in possesso della sua concrezione cartacea, che i prodi rilevatori dell'Istat avevano preso indefessamente a consegnare porta a porta nel corso del 2011. A patto che – si badi – non si fossero effettuati cambi di residenza successivamente al 31 dicembre 2010. Nel qual caso, l'epifania cartacea del questionario sarebbe avvenuta più tardi…

E qui, come si suol dire, casca l'asino.

Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra

Il questionario fantasma

Caso vuole che, per tediosissime questioni di cui non staremo a dire, il Vostro Umile Narratore avesse effettuato un cambio di residenza proprio in data 31 dicembre 2010. A partire da ottobre, dunque, il suddetto prende ad attendere fiducioso l'arrivo dei rilevatori i quali, come gli viene più volte confermato dal servizio assistenza telefonico, si sarebbero premurati di consegnare il questionario brevi manu, risparmiando così al Vostro la fatica del ritiro nel centro di competenza, nonché – quel che più importa – il pagamento di un'ammenda di oltre 2000 euro comminata per la (eventuale) mancata compilazione del censimento.

Manco a dirlo, del questionario neanche l'ombra!

In compenso, nel novembre del 2011 si materializza, nella cassetta postale del V.U.N., l'incartamento destinato a suo padre il quale, tuttavia, nei primi giorni dello stesso anno aveva spostato la propria residenza altrove. Perché il suo questionario arrivava lì? Non doveva lui rientrare nel gruppo dei cittadini che avrebbero ricevuto il questionario in seconda battuta? Poco importa: il Vostro si premura di consegnare subitaneamente il papiello al genitore, sì da non farlo incorrere nella gravosa ammenda pecuniaria.

Novembre, dicembre, gennaio… i mesi si susseguono freddi e piovosi, ma del fantomatico modulo del V.U.N. nessuna traccia. Né mancano le rassicurazioni da parte degli addetti al servizio assistenza, che in coro confermano: "non si preoccupi, il questionario le sarà consegnato quanto prima dai nostri rilevatori entro i termini previsti dall'Istat".

All'Umile Narratore, dunque, non resta che sedersi e attendere con placida fiducia. Ignaro della catastrofe digitale che sta per consumarsi "dietro le sue spallucce dormienti".

La materia impalpabile

In data 27 febbraio, ovvero a due giorni dalla fatidica scadenza, il Vostro Umile Narratore si convince infine che il questionario non gli sarà mai recapitato, e decide quindi di recarsi al centro di raccolta e smistamento competente per il suo Municipio, allo scopo di ritirarlo-compilarlo-consegnarlo seduta stante. Il centro di raccolta, ça va sans dire, si trova al confine opposto del Municipio cui afferisce: praticamente un'altra città… Ma questo è un dettaglio insulso, nel quadro della iperbolica GSI di cui state per essere testimoni, esimi ricercatori!

Mi consta precisare che, a scanso di equivoci, il Vostro Umile Narratore decide di recarsi all'ufficio per il censimento in compagnia dei propri genitori: loro, su indicazione del più volte evocato servizio assistenza, hanno già debitamente compilato il questionario online, utilizzando il codice e la password del modulo cartaceo destinato al pater familias. Con tale operazione si era quindi censita una unità familiare di 3 individui (marito, moglie, figlia) residenti nella medesima abitazione, ma il cambio di residenza incrociato fra padre e figlio (V.U.N.) poteva dare adito a confusione, per cui, meglio prevenire…

Ma le premure non contano, quando si parla di GSI. Non hanno alcun senso. Perché nell'incontro-scontro fra due mondi opposti, quello materiale e quello digitale, possono talvolta consumarsi le assurdità più inenarrabili. Perlomeno in un Paese come il nostro, dove contrasto e opposizione sono quasi sempre sinonimo di inconciliabilità.

I funzionari dell'Istat non avrebbero dovuto perdere di vista una simile, esiziale premessa… Una leggerezza intellettuale, la loro, dalle conseguenze inevitabilmente funeste.

Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra

Il teatro dell'assurdo

[Siamo alla resa dei conti. Da questo momento in poi gli eventi e le informazioni si succedono a una velocità incontrollabile, tanto che la prosa utilizzata fin qui sarebbe indadeguata a descriverli. Vorrete quindi perdonarmi se opererò un repentino cambio nel registro narrativo.]

Per come i fatti sono stati descritti, la situazione che si configura a questo punto è molto semplice. La si potrebbe ridurre a 2 enunciati incontestabili, dai quali ne deriverebbe un terzo altrettanto certo:

  • A) io, V.U.N., non ho mai ricevuto, quindi tantomeno compilato il mio censimento;

  • B) mio padre ha compilato il proprio online, censendo con sé sua moglie (mia madre) e sua figlia (mia sorella);

  • C) mia madre non ha compilato né riconsegnato il proprio censimento cartaceo (regolarmente ricevuto in precedenza) poiché censitasi online come componente il nucleo familiare di mio padre.

Eppure…

Eppure, all'ufficio per il censimento risulta quanto segue – e qui richiedo, esimi ricercatori, la vostra massima attenzione:

  • A = nonA) io, V.U.N. ho compilato e consegnato il censimento. Non solo, l'ho compilato online!!! (Naturalmente protesto, ma l'impiegato replica inflessibile: "se ne sarà dimenticato!").

  • B = nonB) mio padre non risulta censito. Per la precisione, spiega l'impiegato, mio padre non ha mai compilato il proprio modulo, né lo ha mai riconsegnato (né online, né brevi manu).

  • C = nonC) mia madre ha di fatto compilato e riconsegnato il proprio modello. Credete lo abbia fatto online? No, lo ha riconsegnato di persona alle poste in versione cartacea!!! Ovviamente, non contenta di ciò, ha censito anche mio padre e mia sorella come componenti il suo nucleo familiare. Qui è mia madre a protestare: il suo modello è a casa, non è mai stato compilato né ovviamente consegnato. L'impiegato è inflessibile: " anche lei, come suo figlio, se ne sarà dimenticata".

Illusione del coniglio-anatra

Illusione del coniglio-anatra

Abbiamo dunque a che fare, esimi ricercatori, con tre persone, tutte affette da problemi di memoria e/o percezione. D'altronde fanno parte dello stesso nucleo familiare: il difetto si sarà trasmesso geneticamente… Delle tre, l'una crede di aver fatto qualcosa che non ha mai fatto. Le altre due hanno completamente rimosso le azioni compiute in relazione all'evento "compilazione e consegna censimento 2011".

Conclusioni: niente è come sembra

Per l'Istat e per lo Stato italiano, forti dei dati raccolti con il 15° censimento della popolazione, esiste oggi in Roma un nucleo familiare in cui la madre è moglie di sé stessa, padre di suo marito e sorella di sua figlia. Parallelamente, sempre in Roma, nonEsiste un nonNucleo familiare (quello del Vostro Umile Narratore) nonComposto da un solo nonMembro il quale, a quanto pare, è anch'egli generato nonCreato della stessa nonMateria del padre.

Immagino sarà comunque utilissimo, per lo Stato, sapere che questo suo nonMembro, nonché Vostro Umile Narratore, si reca a lavoro coi mezzi pubblici e vive in una abitazione munita di lavabo…

Come concludere, dunque, questa Grande Storia Italiana?

Esimi Ricercatori, che dire, la soluzione probabilmente esiste, ed è molto meno poetica o onirica di quanto i fatti enunciati lascerebbero sperare. L'intrico si anniderebbe proprio nel nefasto e disastroso contatto fra due mondi, quello offline e quello online, che evidentemente in Italia non sono ancora pronti per comunicare, intrecciarsi e interagire. La sventura si abbatta su tutti coloro che, anzitempo, oseranno tentare di mettere quei mondi in contatto l'uno con l'altro!

Citando l'esimio degli esimi Giovanni Scrofani, "un giorno non lontano avremo forse dei funzionari attenti" capaci di integrare le informazioni cartacee con quelle fatte di bit.

OppureNO.

Esergo

Forse una spiegazione razionale esiste. Forse l'intricata matassa degli eventi è stata compresa e sbrogliata da qualche Superiore Intelletto.

Forse l'inghippo si nasconde in quel cambio di residenza effettuato, manco a farlo apposta, in data liminare 31 dicembre 2010.

Forse.

Ma come diceva l'esimio ricercatore Confucio, che della comunicazione fra mondi antistanti qualcosa ne sapeva, "un libro andrebbe sempre chiuso prima di averne letto l'ultima pagina".

Censimento 2011. Ovvero, niente è come sembra

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